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Smart Work

DATI
Che cos'è il telelavoro?
Un modo di lavorare che renderà libere molte persone dalla schiavitù dei trasporti e diminuirà il traffico nelle nostre città migliorando la nostra vita e la nostra produzione. Uno degli aspetti più rivoluzionari di Internet è la possibilità di interagire a 360° in rete. Programmi come Internet Phone o Web Phone, apparsi nel 1995, hanno mostrato come sia possibile comunicare nel modo più tradizionale - cioè parlando - nella logica del villaggio globale. Una telefonata su Internet costa sempre come una telefonata urbana, qualunque sia la distanza del chiamato ed in alcuni casi è addirittura gratuita. Gli studi che abbiamo condotto indicano che lo strumento più utilizzato dai telelavoratori è il telefono. E i costi di connessione telefonici e fax costituiscono la prima voce nei budget di chi lavora da casa. Utilizzare la telefonia su Internet significa migliorare la redditività del proprio lavoro e sfruttare al meglio le tecnologie di cui disponiamo.

Siamo stati fra i primi in Italia ad adottare lo Smart Working
Global System Italia in questi anni ha sulla propria pelle adottato il concetto di telelavoro per i propri manager e collaboratori interni ed esterni, postazioni delocalizzate e remotizzate in grado di garantire la Qualità del servizio certificata dal 100% di Clienti soddisfatti. Entrati nel Mercato nel 2007 all'inizio della crisi globale con pochi fondi e pochi Clienti l'esigenza imprenditorali era quella di ottenere il miglior risultato con il minor investimento economico, le tecnologie non aiutavano tanto quanto oggi ma ci siamo riusciti. Da un'esigenza reale del mercato Italiano minato dalla crisi in continua ricerca di downgrading e low profile, nonchè da un'esigenza personale è così nata l'idea di utilizzare lo Smart Working come progetto da proporre ad altre aziende che come noi, oggi più che mai, sono in cerca di flessibilità, affidabilità, risparmio e successo imprenditoriale.


Smart Working: il ritardo delle PMI italiane

Orari flessibili e telelavoro, supportati da tecnologie e dispositivi mobili adatti al business: i benefici dello Smart Working ed il gap delle PMI italiane fotografato dall'Osservatorio del Politecnico Polimi e indagini Avanade.
Il 2013 segna un (ancora troppo lieve) cambio di tendenza nell’adozione di modelli di Smart Working nelle PMI italiane. I dipendenti che operano anche in telelavoro sono passati dal 17 al 25% nell’ultimo anno, malgrado ciò non si può dire che l’Italia sia trend setter, anzi: resta al 25esimo posto nella classifica UE a 27.

Modelli di lavoro
L‘Osservatorio Smart Working della School of Management del Politenico di Milano i cui dati sono stati presentati al convegno “Smart Working: la competitività passa da qui!“,  ha analizzato le declinazioni in azienda dei nuovi modelli di lavoro smart (orari flessibili, device mobili per lavorare da remoto, strumenti di produttività…) ed i vuoi vantaggi economici: 37 miliardi di euro per le imprese italiane, visto che diminuiscono i costi di gestione (-10 mld) ed aumentano produttività (+5,5%, pari a 27 mld di euro) e qualità del lavoro dei dipendenti.
Ad analoghi risultati arriva la ricerca globale dedicata al Work redesigned (lo Smart Working) e promossa da Avanade, provider di soluzioni e servizi per le aziende (fra gli sponsor della ricerca del Politecnico). Le aziende comprendono i benefici della Mobility: il 61%  dei dipendenti utilizza dispositivi personali per scopi lavorativi, il 73% delle imprese segnala incremento del fatturato ed acquisizione di nuovi clienti, il 58% una miglior efficacia nel proporre prodotti e servizi al mercato, il 54% una crescita dei profitti.

Gli ingredienti della formula magica?
  • Mobility
  • Cloud
  • Information & Collaboration.


Smart Working
Il trend positivo fra le piccole e medie imprese italiane non colma il gap rispetto al resto d’Europa ed anche rispetto alle grandi aziende, nonostante si ritenga che il 40% del lavoro potrebbe essere svolto da casa:
Flessibilità di orario prevista nel 25% delle PMI ma offerta a tutti nel 10%.
Telelavoro presente nel 20% ma concesso a tutti in meno del 2%.
Con la riduzione degli spostamenti, ogni lavoratore potrebbe risparmiare 550 euro ogni anno (4 mld) – per un calo di emissioni di CO2 di 1,5 milioni di tonnellate l’anno – e con l’adozione di modelli BYOD, si potrebbe meglio gestire il lavoro anche su propri smartphone o tablet (+ 60% di produttività). Ad investire sono però le grandi aziende: +71% per la Mobility (tablet per i Mobile Worker), +48% per il Social Computing, + 73% per applicazioni Cloud.

E le PMI?  
Soprattutto per il telelavoro, i motivi del gap, ha ricordato Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio, pesa anche una «normativa pesante e restrittiva, una visione miope nelle relazioni industriali e una cultura del lavoro gerarchica». In questa ottica,  «lo Smart Working ha l’obiettivo di riadattare i processi aziendali e farne recepire chiaramente i benefici» ha sottolineato Ugo Castellani, solution director di Avanade Italy: le aziende devono percepire questo passaggio come un vantaggio. La razionalizzazione degli investimenti ed il consilidarsi del Cloud nelle aziende stanno ridisegnando i confini del mercato IT in Italia, oggi in piena trasformazione, con il mainframe che gioca un ruolo sempre più cruciale. PMI.it ha raccolto le riflessioni di Enrico Cereda e Alessandra Brasca, rispettivamente Vice President Global Technology Services e Cloud Managed Services Leader di IBM Italia, per comprendere il fenomeno e interpretarlo in azienda, sfruttandone appieno le insite potenzialità.

Ruolo del Mainframe
I numeri in calo riflettono in realtà il consolidarsi dell’innovazione: se fino a qualche anno fa una grande azienda necessitava di dieci mainframe, oggi riesce a gestire tutti i carichi di lavoro con solo due macchine. Dunque, il mainframe è vivo e vegeto, in crescita anno su anno nonostante da 40 anni se ne preannunci la morte. Soprattutto in relazione al Cloud, resta la piattaforma di riferimento per le erogazioni, oggi utilizzabile anche con Linux. Usciti dalla fase del “client server”, ci si muove verso un mercato in cui le piattaforme centralizzate saranno sempre più cruciali per le aziende.

Spesa IT
Oggi le aziende possono risparmiare sull’acquisto delle macchine per investire in servizi Cloud, mantenendo invariata la quota per la manutenzione. La sfida di Global System Italia è minimizzare sempre di più l’impatto della spese di sistema per riallocare le risorse sulle componenti innovative: Analytics, Social e Mobile. In sostanza, il budget si sposta dalle macchine ai servizi. Ecco perché i numeri di mercato sembrano ridimensionati. In questo scenario, l’obiettivo di Global System Italia è riuscire a proporre un investimento in tecnologia “accessibile” per le PMI valorizzando al contempo le risorse del territorio italiano, per scongiurare il rischio delocalizzazione IT.

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