Rilevazione accessi - Global System Italia

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Rilevazione accessi

CONTROLLO
Controlli Biometrici

L'impronta digitale è un sistema biometrico ampiamente accettato dagli utenti in quanto non particolarmente invasivo (a differenza, ad esempio, con  la lettura dell'iride che incontra maggiori resistenze). Le impronte digitali hanno caratteristiche che le rendono uniche o univoche. Addirittura le 10 dita della mano di un individuo hanno tutte caratteristiche diverse tra loro. Per questo  il riconoscimento tramite impronta digitale è la tecnologia biometrica al momento più diffusa, anche perchè gli scanner utilizzati sono piccoli e quindi più facilmente integrabili nei terminali di riconoscimento delle strutture  aziendali.

Ma come funziona?
Al fine del riconoscimento dell'impronta digitale occorre innanzitutto che l'impronta sia "conosciuta" al sistema di riconoscimento. Per questo viene  anticipatamente effettuata la scansione dell'impronta che viene elaborata e "digitalizzata", ossia trasformata in un valore numerico memorizzato sul sistema che servirà per il confronto. Questa operazione, che va effettuata una sola volta prima di  poter utilizzare l'impronta, viene denominata enrollment.
A questo punto ogni volta che la persona si presenta ad un varco di accesso dovrà posizionare il dito sullo scanner (che è un vetrino molto piccolo, o una rotella su cui viene strisciato  il dito) che effettuerà la scansione del dito e l'elaborazione in modo da effettuare il confronto con il valore memorizzato.
Al fine di evitare problemi dovuti a tagli od ingessature normalmente l'enrollment viene effettuato di almeno due dita, avendo  l'accortezza di utilizzare un dito per ciascuna mano.
Alcuni sistemi più evoluti prevedono anche l'enrollment di un dito da utilizzare in caso di minaccia. In pratica se una persona viene minacciata da un malvivente al fine di fare aprire un varco,  la persona minacciata utilizzando un dito in particolare inviando un allarme alla centrale che segnala l'accesso "sotto costrizione".

Badge magnetici
I badge magnetici (o tessere magnetiche) sono la tecnologia più utilizzata in quanto hanno importanti vantaggi:
  • un costo decisamente ridotto
  • tecnologia ampiamente collaudata
  • duplicabilità non semplicissima (a meno di non disporre di un codificatore)
  • notevole durata nel tempo

I badge magnetici vengono normalmente suddivisi in due categorie:
  • a bassa coercitività la cui banda è normalmente costituita da ossido ferrico
  • ad alta coercitività la cui banda è normalmente costituita da ferrite di bario, chiaramente questi ultimi sono di qualità maggiore.

Nei badge magnetici sono presenti tre tracce:
  • Traccia ISO 1 (zona alta) - formata da 79 caratteri alfanumerici - densit? di codifica: 210 bpi
  • Traccia ISO 2 (zona media) - formata da 40 caratteri numerici - densit? di codifica: 75 bpi
  • Traccia ISO 3 (zona bassa) - formata da 107 caratteri numerici - densit? di codifica: 210 bpi

Badge di prossimità
I badge di prossimità? sono badge che non necessitana dello strisciamento (come viceversa avviene per i badge magnetici) ma in cui è sufficiente  l'avvicinamento all'antenna di lettura. La distanza di lettura cambia a seconda della tecnologia usata e passa dai pochi centimetri dei badge passivi a qualche metro dei badge attivi.
Il vantaggio principale, in ogni caso, è l'azzeramento dell'usura  dovuta allo strisciamento. Usura sia del badge che della testina di lettura.

Come detto in precedenza esistono due tipologie di badge di prossimità:
  • badge attivi; i quali incorporano una batteria che permette di aumentare il raggio di azione
  • badge passivi: che vengono alimentati dal campo dell'antenna e quindi non si scaricano con il tempo

Un'altra suddivisione tipica dei badge di prossimità riguarda la frequenza con cui lavorano.
Le frequenze normalmente utilizzate sono:
  • 125 Khz
  • 13,56 Mhz
  • 900 Mhz
  • 2,4 Ghz


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